Nel terzo spezzone dell’intervista realizzata con Post Fata Resurgo ETS, Virginia Nocito offre una riflessione intensa e profondamente umana: la sua fiducia nel futuro nasce dalla scienza. Non da un ottimismo astratto, non da una speranza generica, ma da ciò che la ricerca e il progresso rendono concretamente possibile.

Nocito racconta come, nel suo impegno quotidiano accanto alle persone affette da patologie gravi e alle loro famiglie, abbia imparato che la speranza non è un sentimento vago: è una scelta consapevole, radicata nella conoscenza. “Credo nella scienza, ci credo fortemente” e questo è un messaggio di grande speranza per il futuro, sottolineando che la ricerca, l’innovazione e l’accesso a cure adeguate farà si che anche la SLA farà meno paura.

Il suo intervento mette in luce un punto cruciale: le famiglie non possono essere lasciate sole, né si può affidare la sopravvivenza delle persone più vulnerabili alla generosità privata o alla casualità delle donazioni. La scienza, per Nocito, è un presidio di equità: significa terapie, assistenza strutturata, diritti garantiti, continuità di cura.

La fiducia di Virginia Nocito è un invito a guardare avanti senza paura: il futuro può essere migliore solo se scegliamo di investire nella scienza, nell’accessibilità delle cure e nella dignità delle persone.

Martedì pubblicheremo l’intervista completa, dove questo messaggio di speranza si intreccia con il racconto del lavoro quotidiano dell’associazione e con la testimonianza di chi, ogni giorno, trasforma la fragilità in forza condivisa.

GUARDA QUI LA PRIMA ANTICIPAZIONE: La storia di Virginia quando la SLA ha cambiato la nostra vita

GUARDA QUI LA SECONDA ANTICIPAZIONE: Lo stato deve garantire assistenza e non devono farlo le donazioni private

Di Juri Cerasini

Nato a Spoleto nel lontano 1975, negli anni ho sviluppato una formazione e una conoscenza sui diritti delle persone con disabilità e sulle politiche per l'inclusione sociale