illustrazione in stile realistico che rappresenta il sistema di potere attorno alla ministra Locatelli: una stretta di mano tra uomini in giacca, una sedia a rotelle acconto ad una poltrona vuota, mazzette di euro e un dossier riservato con timbro "top"secret" sullo sfondo di un edificio istituzionale italiano.
il sistema di potere attorno alla ministra Locatelli: denaro documenti riservati, e una rappresentazione simbolica della disabilità lasciata ai margini

Le inchieste di Domani e l’ombra del “sistema di potere” nella disabilità

Le inchieste pubblicate da Domani e firmate da Stefano Iannaccone hanno aperto un fronte di discussione senza precedenti sulla gestione del Ministero per le Disabilità guidato da Alessandra Locatelli, delineando un quadro segnato da opacità, incarichi controversi e rapporti privilegiati con alcune associazioni.

Incarichi, fedelissimi e conflitti di interesse: il modello Locatelli secondo Domani

Nei primi articoli del 3 e 4 maggio, Domani ha ricostruito la presenza al Ministero di figure vicine alla Lega, come Mauro Redaelli e Tiziano Fistolera, contrattualizzati con compensi rilevanti nonostante dubbi sui requisiti necessari, mentre altre inchieste hanno sollevato interrogativi sul possibile danno erariale legato all’Osservatorio Nazionale sulla disabilità.

Il caso Osservatorio: il “limbo giuridico” che apre all’ipotesi di danno erariale

Uno dei punti più delicati emersi dalle inchieste di Domani riguarda la legittimità dell’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, l’organo tecnico-scientifico che dovrebbe orientare le politiche pubbliche del settore. Nell’articolo del 5 maggio 2026, Stefano Iannaccone descrive l’Osservatorio come sospeso in un vero e proprio “limbo giuridico”, una situazione che secondo l’opposizione potrebbe configurare un danno erariale.

Il nodo nasce dalla durata del mandato: il DPCM del 28 novembre 2022 fissava in tre anni la validità dell’organismo a partire dall’insediamento dell’11 dicembre 2022, con scadenza naturale nel dicembre 2025. Nonostante ciò, l’Osservatorio si è riunito ancora nel febbraio e nell’aprile 2026, producendo atti e utilizzando risorse pubbliche. Per il senatore Orfeo Mazzella (M5S), queste riunioni sarebbero avvenute “in totale assenza di potere legale”, rendendo nulli gli atti e generando costi “ingiustificati” per lo Stato.

All’interno del Ministero si è aperto un confronto tra interpretazioni opposte: alcuni tecnici ritengono che il mandato sia scaduto con la fine della fase tecnica del precedente esecutivo, mentre la ministra Alessandra Locatelli sostiene una lettura che estenderebbe la validità dell’organismo oltre la scadenza formale. Secondo l’inchiesta di Iannacone, la ministra intenderebbe prorogare l’Osservatorio tramite nuovi DPCM, uno fino a settembre e poi un altro triennale, così da mantenere l’attuale composizione ed evitare l’“azzeramento dei mandati” richiesto dalle opposizioni.

In questo scenario, l’Osservatorio appare sempre meno come un organo neutrale e sempre più come un tassello di un sistema di potere.

ANFFAS e FISH al centro delle inchieste: il ruolo di Roberto Speziale

Con l’articolo del 17 maggio, Domani ha puntato l’attenzione sull’ANFFAS e sul suo presidente Roberto Speziale, descritto come figura chiave di un sistema di relazioni che coinvolge anche la FISH, di cui era vicepresidente, fino alle dimissioni presentate il 24 maggio. Le dimissioni da vicepresidente di FISH sono state presentate dopo l’uscita di un ennesimo articolo su Domani, sempre a firma di Stefano Iannacone, dove veniva evidenziato che c’era anche la figlia del presidente di ANFFAS tra i titolari di consulenze assegnate dalla ministra Locatelli a varie figure che provengono dall’associazione presieduta da Speziale e in cui la Locatelli si è formata.

Dimissioni respinte e silenzi istituzionali: la ricostruzione di Informare un’H

L’articolo di Informare un’H del 21 giugno ha rivelato che la Giunta Nazionale FISH ha respinto le dimissioni di Speziale l’11 giugno, senza alcuna comunicazione pubblica e senza affrontare le criticità sollevate da Domani, mentre anche l’interrogazione parlamentare del 20 maggio presentata dai rappresentanti del PD Furfaro e Malvasia è rimasta senza risposta.

La denuncia delle associazioni: “Un sistema chiuso di incarichi e privilegi”

Nel clima di silenzio istituzionale, l’associazione Nessuno è Escluso ha denunciato la trasformazione della disabilità in un contenitore di soldi, incarichi e relazioni riservato sempre agli stessi nomi, con ricadute negative sulle famiglie e sulle persone con disabilità.

ExpoAid 2026 e il bando da 5,2 milioni: nuove ombre sulla gestione Locatelli

Nel cuore di questo sistema di relazioni, incarichi e silenzi istituzionali si inserisce anche la vicenda di ExpoAid 2026, l’evento nazionale dedicato alla disabilità che dovrebbe rappresentare il momento più alto della partecipazione e dell’inclusione. Sulla carta, ExpoAid nasce come una grande celebrazione del mondo della disabilità italiana, un luogo di confronto, visibilità e riconoscimento. Ma la realtà che emerge dalle ricostruzioni giornalistiche è molto diversa e solleva interrogativi profondi sulla gestione delle risorse pubbliche e sulla trasparenza dell’intero progetto.Il bando da 5,2 milioni di euro, pubblicato dal Ministero per le Disabilità, riguarda la progettazione, l’allestimento e la gestione dell’intera manifestazione che si terrà al Palacongressi di Rimini dal 25 al 27 giugno. Una cifra imponente, che in un settore spesso lasciato senza fondi per servizi essenziali — dall’assistenza scolastica ai progetti di vita indipendente — appare come una scelta politica precisa, che concentra risorse e visibilità in un unico grande evento. È proprio questa sproporzione tra le difficoltà quotidiane delle famiglie e l’investimento massiccio in un evento istituzionale a generare indignazione e sospetti.Al centro delle critiche c’è la figura di Claudia Moneta, consulente del Ministero e responsabile del programma scientifico di ExpoAid. La sua posizione, che intreccia ruoli tecnici, politici e organizzativi, è stata evidenziata da più fonti come un esempio emblematico della sovrapposizione di funzioni che caratterizza l’attuale gestione ministeriale. Moneta, infatti, si trova contemporaneamente a collaborare con il Ministero, a definire i contenuti dell’evento e a influenzarne la struttura organizzativa, creando un cortocircuito che mette in discussione l’imparzialità e la trasparenza del processo.ExpoAid, invece di essere un luogo di ascolto e partecipazione, rischia così di trasformarsi in una vetrina politica, costruita più per consolidare relazioni e narrazioni istituzionali che per dare voce alle persone con disabilità. Le associazioni che dovrebbero essere protagoniste del dibattito si ritrovano divise, silenziose o in conflitto, mentre il Ministero concentra su di sé la regia dell’evento e la gestione dei fondi. In questo contesto, il bando da 5,2 milioni non appare come un investimento per la comunità, ma come un ulteriore tassello di un modello di gestione che accentra potere, risorse e visibilità.La mancanza di trasparenza, già evidente nelle vicende legate agli incarichi ministeriali e alle dimissioni respinte di Roberto Speziale, si ripresenta anche qui. ExpoAid diventa così il simbolo di un sistema che preferisce la celebrazione alla responsabilità, la retorica all’ascolto, la gestione dall’alto alla partecipazione reale.

Un sistema che concentra potere e risorse: cosa rivelano le inchieste

Nel complesso, le inchieste di Domani e le analisi di Informare un’H delineano un modello di gestione che concentra incarichi, visibilità e fondi nelle mani di pochi soggetti legati da rapporti politici o associativi, con il rischio di indebolire la rappresentanza delle persone con disabilità e di trasformare un settore cruciale in un terreno di scambio politico.


Qui sotto trovate i agli articoli citati:

https://www.editorialedomani.it/inchieste/locatelli-ministra-disabilita-inchiesta-affitti-conflitti-interessi-qytn33ed

https://www.editorialedomani.it/politica/italia/amichettismo-leghista-al-ministero-di-locatelli-i-fedelissimi-senza-titoli-gznvfvj1

https://www.editorialedomani.it/inchieste/ministero-disabilita-locatelli-nomine-danno-erariale-osservatorio-nuovo-caso-r74921ji

https://www.editorialedomani.it/politica/italia/locatelli-disabilita-anff-al-ministero-sua-associazione-consulenze-tensioni-tgsg9alv

https://www.editorialedomani.it/politica/italia/grandi-eventi-disabilita-locatelli-bando-5-milioni-razza-poltrona-ykqr5719#ppbt=safari

La FISH respinge le dimissioni di Roberto Speziale, presidente nazionale dell’ANFFAS

Di Juri Cerasini

Nato a Spoleto nel lontano 1975, negli anni ho sviluppato una formazione e una conoscenza sui diritti delle persone con disabilità e sulle politiche per l'inclusione sociale