Turismo accessibile in una città d'arte italiana: persone con diverse esigenze visitano il centro storico in autonomia, condividendo un'esperienza inclusiva e senza barriere
Una destinazione accessibile è una destinazione migliore per tutti. Inclusione, accoglienza e qualità dei servizi rendono il turismo più sostenibile e competitivo.

Quanto vale il turismo accessibile in Italia: numeri, persone e opportunità per l’economia nazionale

Uno dei meriti principali del Rapporto IsITT 2026 è quello di aver fornito una dimensione concreta a un fenomeno che troppo spesso viene affrontato esclusivamente dal punto di vista sociale o assistenziale. I dati elaborati da SRM dimostrano infatti che il turismo accessibile rappresenta una componente significativa dell’economia turistica italiana e che il suo peso è destinato a crescere nei prossimi anni per effetto dei cambiamenti demografici, dell’invecchiamento della popolazione e della crescente attenzione verso la qualità dell’accoglienza.

Per comprendere la portata del fenomeno occorre innanzitutto superare un equivoco molto diffuso: il turismo accessibile non coincide esclusivamente con il turismo delle persone con disabilità. Si tratta di un universo molto più ampio che comprende anche anziani, famiglie con bambini piccoli, persone con esigenze alimentari specifiche, viaggiatori con limitazioni temporanee dovute a malattie o infortuni e tutti coloro che beneficiano di servizi più facilmente fruibili e informazioni più chiare.

Quando si osservano i dati attraverso questa prospettiva, appare evidente come l’accessibilità non rappresenti un segmento marginale del mercato, ma una componente strutturale della domanda turistica contemporanea.

Un mercato che genera milioni di viaggi e presenze

Secondo le stime riportate nel rapporto, il turismo accessibile in Italia è riconducibile a circa 9 milioni di arrivi turistici e a 38,6 milioni di presenze. Si tratta di numeri che collocano questo comparto tra le realtà più rilevanti del sistema turistico nazionale.

Ancora più significativo è il fatto che queste presenze rappresentino circa l’8,3% del totale delle presenze turistiche registrate in Italia. In altre parole, quasi una presenza turistica su dieci è riconducibile a persone che necessitano di servizi, informazioni o infrastrutture accessibili.

Tabella 1 – Valore economico e flussi turistici in Italia

IndicatoreValore stimato
Arrivi turisticiCirca 9 milioni
Presenze turisticheCirca 38,6 milioni
Quota sul totale delle presenze nazionali8,3%
Valore aggiunto diretto5,3 miliardi di euro
Valore aggiunto complessivo (con indotto)9,8 miliardi di euro

Questi numeri raccontano una realtà spesso sottovalutata. Ogni viaggio genera infatti una catena di consumi che coinvolge strutture ricettive, ristoranti, trasporti, musei, negozi, servizi culturali e attività ricreative. L’impatto del turismo accessibile non si limita quindi alle camere d’albergo o alle vacanze delle persone con disabilità, ma produce ricadute diffuse sull’intero tessuto economico dei territori.

Un impatto economico che va oltre il settore turistico

L’analisi di SRM stima un valore aggiunto diretto pari a 5,3 miliardi di euro, generato dalla spesa sostenuta da viaggiatori e accompagnatori durante il soggiorno. Questa cifra comprende l’insieme delle attività economiche direttamente collegate all’esperienza turistica.

Se però si considerano anche gli effetti indiretti e indotti lungo le filiere territoriali, il valore economico complessivo raggiunge circa 9,8 miliardi di euro.

Questo significa che ogni euro speso all’interno del comparto genera effetti che si propagano a numerosi altri settori dell’economia. Le imprese turistiche acquistano beni e servizi da altre aziende, creano occupazione, alimentano investimenti e contribuiscono alla vitalità economica delle comunità locali.

Il rapporto evidenzia quindi come l’accessibilità non debba essere interpretata come un costo aggiuntivo imposto alle imprese o alle amministrazioni, ma come una leva di sviluppo capace di produrre valore economico, occupazione e competitività.

La domanda potenziale è destinata a crescere

I numeri diventano ancora più interessanti quando si osserva l’ampiezza del potenziale mercato di riferimento.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel mondo vivono oltre 1,3 miliardi di persone con disabilità, pari al 16% della popolazione mondiale. Si tratta di una platea enorme, superiore alla popolazione complessiva dell’intera Europa.

In Italia le persone con disabilità o limitazioni gravi sono circa 2,9 milioni, ma il dato diventa molto più rilevante se si considerano tutte le persone che presentano limitazioni gravi o non gravi nello svolgimento delle attività quotidiane. In questo caso la quota sale al 22,7% delle persone che vivono in famiglia.

A ciò si aggiunge il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione. Al 1° gennaio 2026 gli italiani con più di 65 anni sono circa 14,8 milioni, pari al 25,1% della popolazione nazionale.

Tabella 2 – Bacino potenziale della domanda

AmbitoCategoria di popolazioneConsistenza
MondoPersone con disabilitàOltre 1,3 miliardi
ItaliaPersone con disabilità o limitazioni graviCirca 2,9 milioni
ItaliaPersone con limitazioni gravi o non gravi22,7% della popolazione
ItaliaOver 65Circa 14,8 milioni

Questi dati dimostrano che il tema dell’accessibilità è strettamente legato alle trasformazioni demografiche che stanno interessando l’Italia e gran parte dei Paesi occidentali. L’incremento della popolazione anziana porterà inevitabilmente a una maggiore richiesta di servizi turistici facilmente accessibili, di sistemi di mobilità più efficienti, di informazioni chiare e di strutture progettate per garantire comfort e autonomia.

Perché l’accessibilità riguarda tutti

Uno degli aspetti più interessanti evidenziati dal rapporto è che il turismo accessibile produce benefici che vanno ben oltre le categorie tradizionalmente associate alla disabilità.

Una segnaletica più chiara facilita l’orientamento di qualsiasi turista. Informazioni dettagliate e affidabili aiutano tutti a organizzare meglio il viaggio. Percorsi senza ostacoli risultano più comodi non soltanto per chi utilizza una carrozzina, ma anche per una famiglia con passeggino, per una persona anziana o per chi trasporta bagagli.

Per questo motivo il rapporto insiste sul concetto di accessibilità come sinonimo di qualità dell’esperienza turistica. Le destinazioni che investono nell’eliminazione delle barriere fisiche, digitali e informative non stanno creando servizi speciali per una minoranza, ma stanno migliorando la propria capacità di accogliere l’insieme dei visitatori.

Un’opportunità strategica per il futuro del Paese

Guardando ai dati nel loro insieme emerge una conclusione molto chiara: il turismo accessibile rappresenta una grande opportunità per l’Italia.

Da un lato contribuisce a garantire il diritto al viaggio, all’autonomia e alla partecipazione sociale di milioni di persone. Dall’altro genera valore economico, favorisce la modernizzazione delle imprese, stimola l’innovazione e rafforza la competitività delle destinazioni.

In un Paese come l’Italia, che fonda una parte importante della propria economia sul turismo e sulla valorizzazione del patrimonio culturale, investire nell’accessibilità significa ampliare i mercati di riferimento, intercettare nuove fasce di domanda e costruire un’offerta turistica più resiliente e sostenibile.

I dati del Rapporto IsITT 2026 dimostrano che il turismo accessibile non appartiene più al mondo delle politiche speciali o delle sperimentazioni. È già oggi una componente rilevante del PIL turistico nazionale e, con ogni probabilità, sarà uno dei fattori che contribuiranno maggiormente alla crescita e all’evoluzione del settore nei prossimi anni.

ESCLUSIVO: Il turismo accessibile non è una nicchia: il cambio di paradigma proposto dal Rapporto IsITT 2026. Parte 1 –

Di Juri Cerasini

Nato a Spoleto nel lontano 1975, negli anni ho sviluppato una formazione e una conoscenza sui diritti delle persone con disabilità e sulle politiche per l'inclusione sociale